Tendinopatia della cuffia dei rotatori, sintomi e trattamento

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tendinopatia alla spalla

La tendinopatia della cuffia dei rotatori è una patologia infiammatoria della spalla, dovuta alla ripetizione di uno stesso movimento per tempo prolungato, come ad esempio:

  • portare il braccio in abduzione, sollevando il braccio verso l’alto, con un arco verso l’esterno, per poi riportarlo nella posizione di partenza;
  • braccio in extrarotazione, dove la superficie dell’omero – parte interna del braccio – viene portata lateralmente verso l’esterno;
  • braccio in retroproiezione o rotazione all’indietro.

La cuffia dei rotatori è l’insieme di 4 muscoli (sottoscapolare, sovraspinato, sottospinato e piccolo rotondo) i cui tendini rivestono la testa dell’omero, per mantenerlo stabile all’interno dell’articolazione della spalla e per permettere il movimento al braccio.

La tendinopatia alla spalla è una condizione clinica caratterizzata da dolore e perdita di funzionalità dovuta al carico meccanico su uno o più tendini. È sufficiente che solo un tendine sia soggetto a patologia per causare uno squilibrio dinamico dell’intera articolazione, creando disturbi anche a tutta la spalla.

I sintomi

Il sintomo più ricorrente della tendinopatia è il dolore, che si manifesta al movimento dell’articolazione, soprattutto quando si effettuano movimenti di elevazione e rotazione dell’arto. Il dolore può essere presente anche a riposo, specialmente durante il riposo notturno.

Un altro sintomo comune di questa infiammazione della spalla è la limitazione funzionale dell’articolazione, che impedisce al paziente di effettuare movimenti quotidiani, come prendere oggetti da superfici sopraelevate, girare il volante dell’automobile, allacciarsi il reggiseno e addirittura dormire a pancia in giù. In questi casi è possibile anche che il paziente senta la spalla scricchiolare nel compiere i movimenti.

Se non viene curata tempestivamente può protrarre il dolore per mesi rendendolo più intenso, disturbando il riposo notturno e causando una progressiva perdita di movimento del braccio. Per questo motivo è importante consultare il proprio medico o specialista in fisioterapia alla prima comparsa dei sintomi.

Le cause

Una delle cause principali per la sindrome dolorosa della cuffia dei rotatori sono la ripetizione di movimenti, a volte anche scorretti, con un sovraccarico dei tendini della spalla.

Questa infiammazione della spalla è tipica di chi compie lavori con gran carico di fatica e di chi pratica sport cosiddetti “overhead”, ovvero che richiedono movimenti ripetuti del braccio al di sopra della testa e che quindi coinvolgono la spalla. Un esempio sono il tennis, il baseball, la pallavolo, la pallanuoto, il basket e il body building.

I pazienti più anziani sono sensibili allo sviluppo di tendinopatia, dovuta ad una graduale degenerazione dei tessuti che, con il tempo, perdono elasticità e sono facilmente soggetti a lesioni.

Altre possibili cause meno comuni possono portare allo svilupparsi di questa patologia, come un cattivo stile di vita o patologie metaboliche, quali il diabete.

In base al meccanismo che provoca la cuffia dei rotatori infiammata possiamo distinguere tre tipi fondamentali di tendinopatia:

  • post-traumatica: causata da un trauma acuto, come una caduta o un movimento repentino scorretto, che può provocare una lesione parziale o completa dei tendini;
  • infiammatoria o degenerativa, associata alla degenerazione dei tessuti tendinei e spesso abbinata alla presenza di borsite. È tipica dei pazienti che usano molto la spalla in attività lavorativa o sportiva, e nei pazienti anziani;
  • calcifica, che si sviluppa con l’accumulo di depositi di calcio, creando una calcificazione nell’area dei tendini. Su questo vi invitiamo a leggere il nostro articolo sulla tendinopatia calcifica.

La diagnosi

Per la diagnosi di questa patologia bisogna effettuare una visita specialistica, durante la quale il fisiatra o l’ortopedico effettua dei test clinici, che comprendono esami come il Test di Jobe, il Test del sottospinoso e il Lift off test.

Test di Jobe

Durante questo esame il medico chiede al paziente di tenere le spalle in abduzione a 90° e anteposte a 30° con una interrotazione dei pollici, come per respingere qualcosa. Da questa posizione il paziente deve sollevare le braccia tenendo i gomiti estesi verso l’alto esercitando contemporaneamente una controspinta verso il basso.

Se il paziente con il Test di Jobe sente dolore, vuol dire che ha una tendinopatia del sovraspinato.

Test del sottospinoso

Con questa prova il medico chiede al paziente di tenere le spalle addotte e di ruotare i gomiti piegati a 90° eseguendo una spinta di extrarotazione con una controspinta operata dal medico specialista.

Attraverso questa procedura si può diagnosticare la tendinopatia del sottospinoso e del piccolo rotondo.

Lift off Test

Nel Lift off test lo specialista si posiziona dietro il paziente chiedendogli di portare il braccio dietro la schiena in adduzione, retroposizione e intrarotazione con il gomito piegato. Se si presenta dolore nella spalla presa in esame, allora il paziente ha una tendinopatia sottoscapolare.

Anche le indagini strumentali come la risonanza magnetica, che aiuta a valutare i tessuti molli come i tendini della cuffia, la radiografia o l’ecografia della spalla possono aiutare la diagnosi, escludendo altre cause di dolore alla spalla.

Il trattamento

Noi di Fisiosanity trattiamo la tendinopatia della cuffia dei rotatori con dei cicli di laser ad alta potenza e tecarterapia, che aiutano a ridurre l’infiammazione e ripristinare l’elasticità tendinea-muscolare. Queste terapie vengono poi associate a delle sedute di rieducazione funzionale, che aiutano al recupero dell’ampiezza del movimento dell’articolazione e a rinforzare i muscoli adiacenti.

Il ciclo parte con 5 sedute, che poi possono aumentare in base alle esigenze del paziente e ai benefici ottenuti.

Fisiosanity vi consiglia, durante il periodo di terapia, di evitare movimenti ampi e sollevamento pesi compiuti dalla spalla affetta dall’infiammazione. Nel caso degli sportivi, consigliamo di diminuire o sospendere le ore di allenamento.

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 FT Dr. Enrico Gumirato