Trocanterite sintomi, cause e trattamento

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La trocanterite, o sindrome dolorosa del gran trocantere, è una patologia infiammatoria che riguarda i tessuti molli (tendini, legamenti, muscoli) e la borsa sinoviale, che ricoprono l’anca e si inseriscono proprio nel gran trocantere. Il gran trocantere è una grossa prominenza ossea, di forma quadrangolare e palpabile, nella parte iniziale del femore sulla superficie laterale dell’anca.

A causare questa patologia possono essere sia traumi diretti dell’anca, che piccoli traumi ripetuti. I sintomi tipici sono: dolore, rigidità dell’articolazione, arrossamento, calore e indolenzimento della zona interessata.

Se non curata adeguatamente, può compromettere le normali attività quotidiane, quali camminare o stare seduti per guidare.

La trocanterite può essere trattata con farmaci antinfiammatori, riposo, fisioterapia e in alcuni casi la chirurgia.

Cos’è la trocanterite

La sindrome dolorosa del gran trocantere interessa i tendini dei muscoli che consentono il movimento di anca e coscia.

Il gran trocantere è una prominenza ossea, situata nella parte laterale esterna del femore, in prossimità dell’articolazione della gamba.

A protezione della parte interviene anche la borsa sinoviale, un cuscinetto contenente un liquido viscoso che con i tessuti molli consente movimenti fluidi e diminuisce l’attrito durante il movimento.

La trocanterite spesso viene chiamata anche borsite trocanterica, benché, nella maggior parte dei casi, non sia dovuta da un’infiammazione della borsa sinoviale ma da traumi dei tessuti molli peri-trocanterici.

Un esempio è la tendinopatia dei muscoli medio e piccolo gluteo, o la contrattura del muscolo tensore della fascia lata TFL, il quale scorrendo sopra al gran trocantere durante i movimenti dell’anca, può portare all’infiammazione della borsa interposta tra le due strutture.

Perciò può scatenarsi una trocanterite con o senza borsite, la quale è una condizione dolorosa caratteristica della zona laterale dell’anca e della coscia.

Sintomi della sindrome dolorosa del gran trocantere

Colpisce in prevalenza le donne, poiché hanno una larghezza maggiore del bacino che determina una maggiore tensione delle strutture tendinee.

La sindrome dolorosa del gran trocantere interessa:

  • gli sportivi che praticano sport da contatto, combattimento oppure corsa o scii;
  • persone con una vita più sedentaria in età compresa tra i 40 e i 70 anni;
  • persone in sovrappeso;
  • persone con problemi di deambulazione.

Uno dei sintomi principali di questa patologia è il dolore localizzato sul fianco e sulla parte esterna e superiore della coscia, che può estendersi anche a glutei e il resto della gamba.

Il dolore può essere percepito molto profondo, tanto da causare bruciore e indolenzimento, e può peggiorare quando si è coricati sul fianco interessato oppure svolgendo attività fisica o camminando.

Altri sintomi tipici della trocanterite sono gonfiore all’anca, arrossamento, calore, e senso di rigidità dell’articolazione.

Le cause

running corsa donna

Quali sono le cause della trocanterite? Tra le più frequenti abbiamo una serie di traumi diretti come:

  • infortuni da caduta o da sovraccarico;
  • urti accidentali ma violenti con porte o mobili.

Attività sportiva, come corsa o scii, praticata senza una tecnica corretta, può contribuire alla comparsa della sindrome. Allo stesso modo anche la mancanza di stretching post-allenamento.

Anche il ciclismo se eseguito con una bici dalla sella mal regolata può portare allo svilupparsi di trocanterite.

Gli sport di contatto, rugby o football americano, possono provocare contusioni e traumi dell’articolazione dell’anca.

Cause meno frequenti possono essere patologie come:

  • la dismetria degli arti inferiori, un’anomalia anatomica per la quale un arto è più lungo dell’altro;
  • la scoliosi, perciò la deviazione laterale permanente della colonna vertebrale.

Condizioni croniche come l’artrite reumatoide, artrosi dell’anca o del ginocchio, discopatia lombare degenerativa o anche debolezza dei muscoli glutei e dei rotatori esterni dell’anca, portano a questa patologia, in quanto aumentano la tensione TFL (muscolo tensore della fascia lata) o dell’ITB (tratto ileo-tibiale).

Trattamento della sindrome dolorosa del gran trocantere

Un individuo che presenta i suddetti sintomi, che persistono da almeno un paio di settimane, deve rivolgersi al proprio medico curante e richiedere una visita specialistica. Lo specialista poi si occuperà di svolgere l’esame obiettivo ed eventuali esami diagnostici per immagini, come la risonanza magnetica.

Dalla diagnosi, il medico può indicare una terapia conservativa, un percorso di fisioterapia o il ricorso alla chirurgia per curare la sindrome dolorosa del gran trocantere.

La terapia conservativa coinvolge il fisioterapista che, in caso di sola trocanterite, può eseguire un ciclo da 5 a 10 sedute di Laser ad alta potenza, Tecarterapia e Rieducazione funzionale.

La rieducazione funzionale è molto importante perché aiuta a rinforzare i muscoli e ripristinare una corretta postura.

Nel caso sia presente anche la borsite viene fatto un ciclo iniziale con le terapie sopra citate, ma si prosegue con un secondo ciclo da 3 a 5 sedute di Onde d’urto, per poter ottenere benefici consistenti.

Un’altra terapia da seguire sono le infiltrazioni di corticosteroidi o di PRP (plasma ricco di piastrine), direttamente sulla zona interessata, aiutando a diminuire l’infiammazione e il dolore. Questi farmaci possono avere delle controindicazioni gravi se usati in modo improprio.

Solo raramente si ricorre alla chirurgia per curare la trocanterite. In questo caso il paziente non ha avuto beneficio da nessun’altra terapia e un medico ortopedico valuta la possibilità dell’intervento di borsectomia, cioè la rimozione in artroscopia della borsa infiammata.

Consigli e prevenzione

È possibile prevenire questa sindrome ed è possibile mantenere i risultati conseguenti al trattamento conservativo praticato.

Fisiosanity a questo proposito consiglia di:

  • mantenere un igiene posturale, curando e mantenendo una postura corretta, aiutandosi con controlli periodici dal fisioterapista;
  • utilizzare calzature adeguate, anatomiche e contenitive, permettendo il corretto appoggio del piede al suolo;
  • mantenere un peso forma ottimale;
  • praticare attività fisica.

Queste attività possono contribuire ad evitare la comparsa della trocanterite e della sua recidività.

Se soffri di questo disturbo, contattaci e valuteremo lo stato della patologia e il migliore modo per affrontarla.

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 FT Dr. Enrico Gumirato