Neuroma di Morton: sintomi e trattamento

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neuroma di morton sintomi e trattamento

Il neuroma di Morton è una patologia degenerativa che provoca dolore all’avampiede, alcuni pazienti lo descrivono come una “scossa elettrica”. È provocato dall’infiammazione e ispessimento del nervo interdigitale che affianca le ossa metatarsali, le ossa lunghe del piede. I soggetti maggiormente colpiti sono le donne tra i 40 e 50 anni, anche se può insorgere a qualsiasi età.

Il nervo maggiormente colpito è posizionato tra il 3° e 4° dito del piede, ma può accadere che possa infiammarsi tra il secondo e il terzo dito o tra il primo e secondo o quarto e quinto, negli ultimi due casi è davvero molto raro.

Il neuroma di Morton è chiamato anche sindrome di Morton, morbo di Morton o metatarsalgia di Morton. In questo ultimo caso dobbiamo distinguerla dalla generica metatarsalgia, che normalmente interessa le ossa ed è di origine meccanica, mentre la metatarsalgia di Morton è nevralgica e interessa quindi i nervi.

È importante fare questa distinzione, in quanto hanno una sintomatologia molto simile, ma i trattamenti sono differenti, per questo motivo una diagnosi corretta permette di individuare la migliore cura ed evitare eventuali recidive o peggioramenti.

I sintomi

posizione neuroma di mortonI sintomi del neuroma di Morton possono variare da persona a persona, ma sempre localizzati nell’avampiede e sulle dita del piede che seguono i metatarsi protagonisti della patologia. I più comuni sono:

  • dolore: sintomo principale localizzato nella parte anteriore del piede, di solito tra il terzo e quarto metatarso. Il dolore può essere descritto come una sensazione di bruciore, pizzicore o puntura. Può essere intermittente o costante, e può peggiorare durante la camminata o quando si indossano scarpe strette o scomode. Alcuni pazienti riferiscono sollievo quando si toglie la calzatura;
  • intorpidimento o perdita di sensibilità: non risulta frequente ma in alcuni casi, il neuroma di Morton può causare una diminuzione della sensibilità nella zona interessata del piede;
  • difficoltà nel camminare a causa del dolore e dell’irritazione del neuroma.

Alcuni pazienti segnalano anche:

  • sensazione di corpo estraneo, un piccolo sasso o un grumo sotto al piede, può essere fastidiosa o dolorosa.

In generale l’utilizzo di plantari morbidi con calzature comode può aiutare ad alleviare il dolore.
I sintomi del neuroma di Morton di solito si manifestano gradualmente nel corso del tempo e possono peggiorare, durante l’attività fisica, la camminata prolungata o l’uso di calzature inadeguate.

Cause

Le cause esatte del neuroma di Morton sono ancora in fase di studio, ma esistono diversi fattori che possono contribuire alla sua formazione. Alcuni dei principali fattori includono:

  • la compressione meccanica o l’irritazione dei nervi tra le ossa metatarsali del piede. Il fattore più diffuso è l’utilizzo di calzature strette o calzature con la punta stretta, come le scarpe con il tacco, ecco perché le donne ne sono maggiormente colpite;
  • trauma o lesioni ripetute al piede aumentano il rischio di sviluppare questa patologia. Ad esempio attività che coinvolgono impatti ripetuti o stress sul piede, come la corsa o il salto, possono contribuire alla sua comparsa; oppure danza e tennis, attività ad alto impatto che aumentano la probabilità di sviluppare il neuroma;
  • anatomia del piede e condizioni preesistenti: piedi piatti o piedi con un arco longitudinale alto, piede cavo, possono mettere più pressione sui nervi, aumentando il rischio di irritazione o compressione. Stessa cosa vale per la presenza di artrite, che influenza la struttura del piede e la distribuzione del peso sull’arto.

È importante notare che il neuroma di Morton può verificarsi in persone senza fattori di rischio evidenti e la sua comparsa può variare da individuo a individuo. Come vedrai nel paragrafo successivo è importantissima la sua corretta diagnosi per la scelta della migliore terapia.

La Diagnosi

La diagnosi del neuroma di Morton si basa su una combinazione di:

  • esame clinico;
  • storia dei sintomi;
  • in alcuni casi, esami diagnostici aggiuntivi.

Inoltre, come anticipato all’inizio del nostro articolo, riuscire a distinguere il Neuroma dalla metatarsalgia è fondamentale.

Spesso la metatarsalgia non viene subito riconosciuta e anzi viene confusa proprio con il Neuroma di Morton. Si può quasi dire che il Neuroma di Morton è la conseguenza di una prolungata metatarsalgia, piuttosto che esserne una causa.

È importante consultare uno specialista per avere una corretta diagnosi, il professionista potrebbe prendere in considerazione alcuni di questi aspetti:

  • storia dei sintomi per comprendere la natura del dolore, la sua localizzazione e la frequenza. Sono considerati anche fattori come l’attività fisica svolta e l’utilizzo di calzature specifiche;
  • esame fisico, normalmente il test di Mulder, dove si applica una compressione laterale sulla base delle dita del piede per provocare dolore o una sensazione di clic.

In alcuni casi, sono richiesti esami diagnostici per escludere altre condizioni simili:

  • radiografie eseguite per escludere condizioni, come fratture o anomalie ossee.
  • ecografie per visualizzare l’area interessata e identificare la presenza di un neuroma o escludere altre patologie;
  • risonanze magnetiche utilizzate per ottenere immagini più dettagliate dei tessuti molli e dei nervi del piede.

Solo un professionista qualificato può fornire una diagnosi definitiva e consigliare il trattamento più appropriato.

I Trattamenti

Il trattamento del neuroma di Morton può essere conservativo o chirurgico a seconda della gravità dei sintomi e delle preferenze individuali del paziente.

Il trattamento conservativo fisioterapico, prevede due fasi.

Nella prima parte del trattamento, ossia in fase acuta dove la patologia risulta più dolorosa, vengono effettuare sedute di laser ad alta potenza e infiltrazioni di ozono (SIT), che favoriscono la riduzione del dolore e l’attenuazione dell’infiammazione.

In particolare l’effetto antiedemigeno del laser, permette la riduzione del volume del Neuroma e la conseguente compressione fra i metatarsi, portando così alla sensazione di sollievo dal dolore.

Nella seconda parte del trattamento, quindi superata la fase dolorosa, è consigliata la terapia manuale, che include mobilizzazioni al piede ed esercizi di stretching. La terapia manuale aiuta a rilassare la fascia plantare e ridurre la compressione del piede.

A supporto dei trattamenti indicati sopra è possibile eseguire delle infiltrazioni di cortisone per ridurre l’infiammazione e il dolore. Queste infiltrazioni vengono previste per un periodo limitato di tempo.

Nel caso il trattamento conservativo non porti risultati o il paziente scelga subito l’opzione chirurgica si possono eseguire i seguenti interventi:

  • la sclero-alcolizzazione, da eseguirsi sotto guida ecografica, e prevede l’inserimento di un ago nello spazio interdigitale interessato dal neuroma. L’ago inietta anestetico e alcool che portano alla disidratazione e quindi alla necrosi delle cellule nervose;
  • la neurectomia, un vero e proprio intervento chirurgico di asportazione del neuroma.

È scontato dirlo ma se si vuole evitare che il neuroma di Morton possa recidivare è importante seguire le indicazioni di medico e fisioterapista per un corretto recupero.

Può essere recidivo

Il Neuroma di Morton può essere recidivo, ma la probabilità che si ripresenti dipende da diversi fattori:

  • la gravità del neuroma;
  • la tipologia di trattamento utilizzata;
  • l’adeguatezza delle misure preventive adottate dopo il trattamento.

Per ridurre il rischio di recidiva e gestire il neuroma di Morton, possono essere utili alcune misure preventive, come:

  • utilizzare calzature adeguate, scegliere scarpe con punta larga, adeguato supporto dell’arco plantare e ammortizzazione per ridurre la sollecitazione sui nervi del piede;
  • modificare il proprio approccio all’attività fisica, riducendo l’impatto e lo stress sui piedi. Potrebbe essere necessario cambiare attività sportiva, optando per il nuoto o la bicicletta, al posto di attività che richiedono movimenti ripetitivi o salti;
  • utilizzare solette ortopediche o plantari personalizzati che forniscono supporto e distribuzione del peso adeguati per ridurre la pressione sui nervi.

Per noi è importante ribadirlo più volte: è necessario seguire attentamente le indicazioni del medico riguardo al riposo, alle terapie consigliate e agli esercizi di stretching per facilitare la guarigione e prevenire le recidive.

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 FT Dr. Enrico Gumirato