La gonartrosi del ginocchio

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Capita a molte persone che, anche per lunghi periodi di tempo, si presenti un fastidioso disturbo nella zona del ginocchio in grado di compromettere la normale conduzione della quotidianità. Spesso si affronta il problema con rimedi naturali o farmaci, senza però sapere che esso potrebbe rappresentare una specifica patologia: la gonartrosi.

Che cos’è la gonartrosi?

La gonartrosi del ginocchio è una patologia articolare, conosciuta anche come artrosi del ginocchio e consiste principalmente nella lacerazione della cartilagine articolare del ginocchio.

La cartilagine articolare, quando è sana, svolge una funzione protettiva per il ginocchio, ammortizzando i carichi durante il movimento e riducendo gli attriti. Essa assicura che le ossa (in questo caso il femore, la tibia e la rotula) non si sfreghino direttamente l’una contro l’altra.

Con il trascorrere degli anni, il naturale processo di invecchiamento causa l’usura della cartilagine e accade così che molte persone provino dolore alle ginocchia, soprattutto riattivandosi dopo lunghi periodi di riposo, ma all’inizio esso scompare dopo pochi minuti.

Con il progredire della patologia, tuttavia, il dolore si intensifica e inizia a limitare in modo significativo la capacità di una persona di muoversi normalmente mentre svolge le proprie attività quotidiane, come camminare, salire o scendere le scale, infilarsi le scarpe e sollevare oggetti da terra.

Oltre alla gonartrosi legata all’invecchiamento, vi sono casi in cui la patologia si manifesta anche in seguito a una lesione passata – come una frattura – oppure accade che colpisca atleti o persone obese.

Sintomi della gonartrosi

I sintomi e le manifestazioni della gonartrosi (o artrosi del ginocchio) sono vari, progressivi e compaiono in maniera sporadica nel tempo. Ecco i più frequenti:

  • dolore, che si manifesta soprattutto al mattino e diminuisce con il riposo;
  • gonfiore a livello articolare e formazione di cisti nella zona posteriore;
  • rigidità che impedisce di distendere il ginocchio agevolmente;
  • sensazione di calore nell’articolazione;
  • a volte il ginocchio può “scricchiolare” e produrre crepitii;
  • diminuzione della forza e del tono muscolare.

In primis, ginocchio dolorante e gonfio

Il sintomo più preoccupante è il dolore, spesso accompagnato dal gonfiore. Tuttavia questi non sono costanti, per cui il paziente può trascorrere periodi anche lunghi senza avvertirli, ma ciò non significa che nel frattempo la patologia non stia progredendo.
A causa di questi sintomi, i soggetti colpiti da gonartrosi tendono ad assumere involontariamente delle posture sbagliate, che a lungo andare possono avere conseguenze negative su tutto l’apparato muscolo-scheletrico.

Quali sono le cause dell’artrosi del ginocchio?

Le cause che possono comportare la gonartrosi sono svariate e possono essere sia di origine genetica che comportamentale. Vediamo le più comuni:

  • sesso: la gonartrosi colpisce specialmente le donne;
  • età: la probabilità di soffrire di gonartrosi aumenta in modo esponenziale a partire dai 50 anni;
  • genetica: l’artrosi del ginocchio può essere una malattia ereditaria;
  • attività lavorativa: la ripetizione costante di movimenti articolari può sovraccaricare l’articolazione;
  • attività fisica intensa;
  • obesità: chi è sovrappeso esercita più pressione sulle articolazioni delle ginocchia;
  • traumi: fratture e lesioni possono scatenare la patologia, in particolare gli infortuni da stress ripetitivo, a seconda del lavoro. Per esempio, gli atleti professionisti possono essere più soggetti a svilupparla;
  • menopausa: la diminuzione dei livelli di estrogeni costituisce un fattore di rischio.

Diagnosi dell’artrosi del ginocchio

In caso di dolore al ginocchio persistente o ricorrente, è bene consultare uno specialista ortopedico. In primo luogo, il medico chiederà informazioni sui sintomi e sull’anamnesi personale e familiare del paziente.
In seguito procederà con una visita e lo sottoporrà a un esame fisico dell’articolazione del ginocchio mediante vari test che gli consentiranno di valutare la mobilità e la funzionalità dell’articolazione. Potrà inoltre prescrivere esami diagnostici, come la risonanza magnetica o radiografie (semplici o specifiche).

Altri esami, come le analisi del sangue, possono aiutare ad escludere altre malattie, come l’artrite reumatoide.
L’acquisizione di immagini a raggi X permette una diagnosi affidabile: nei casi di artrosi, l’ampia usura della cartilagine può denotare un restringimento dello spazio articolare. In queste situazioni è anche possibile rilevare la presenza di apposizioni ossee che generano delle escrescenze marginalmente all’articolazione (gli osteofiti), la sclerosi dell’osso subcondrale (ovvero l’indurimento dell’osso contiguo alla cartilagine) e la presenza di geodi, ovvero cavità ripiene di liquido che si formano nell’osso al di sotto di una cartilagine lesionata (che quindi diventa permeabile al liquido articolare).

L’usura della cartilagine meno grave è difficile da distinguere nelle immagini a raggi X, per cui in questo caso il medico generalmente richiede una risonanza magnetica.

Come fermare la gonartrosi

L’obiettivo principale di qualsiasi trattamento per l’artrosi è quello di ridurre il dolore e aumentare la mobilità articolare. Le opzioni di trattamento dipendono principalmente dallo stadio in cui versa la patologia e dalla velocità di progressione.

Un trattamento conservativo può includere:

  • assunzione di antinfiammatori e/o analgesici per via orale, utili a ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore nei casi in cui questo sia troppo acuto;
  • sottoporsi a terapia infiltrativa con corticosteroidi (cortisone) oppure con acido ialuronico, un fluido lubrificante normalmente presente nelle articolazioni;
  • eseguire fisioterapia (strumentale o manuale). La fisioterapia strumentale include l’utilizzo di strumenti come la tecarterapia, la laserterapia e la magnetoterapia. Quella manuale, invece, è utile per rafforzare i muscoli intorno al ginocchio, aumentare la flessibilità delle articolazioni, evitare la riduzione dei movimenti e rieducare alla deambulazione corretta;
  • dieta, per diminuire il peso al fine di ridurre lo stress sull’articolazione del ginocchio.

Cura della gonartrosi: il trattamento chirurgico

L’intervento chirurgico può rendersi necessario se la cartilagine si è ridotta in modo significativo o addirittura è completamente scomparsa e quando è presente una grave deformità degli assi meccanici.
Le principali opzioni di chirurgia sono l’osteotomia e l’artroplastica (o protesi).

  1. Osteotomia: questa procedura consente al medico di correggere l’asse anatomico della gamba, in modo da distribuire il peso del paziente in un’area del ginocchio con cartilagine sana. Questo intervento viene eseguito in uno stadio precoce dell’artrosi, ad esempio quando ha danneggiato solo un lato dell’articolazione del ginocchio.
  2. Artroplastica o protesi: è una procedura in cui il chirurgo ortopedico opera una sostituzione parziale (protesi monocompartimentale) o totale (protesi totale) delle articolazioni con parti artificiali in metallo o plastica. Con questo intervento è possibile recuperare il movimento perso, riallineare la gamba ed eliminare il dolore.

Post intervento per la gonartrosi: gli esercizi col fisioterapista

Nel post intervento sarà indispensabile il lavoro del fisioterapista per aiutare i pazienti a:

  • utilizzare correttamente le stampelle;
  • riottenere la mobilità;
  • recuperare la forza e il tono muscolare per abbandonare lentamente le stampelle (di norma, dopo le 4 settimane)
  • recuperare la deambulazione ottimale, attraverso la rieducazione al passo.

In genere, tra le 6 e le 8 settimane dopo l’intervento, è possibile riprendere, nei limiti del possibile, le proprie abitudini, come il lavoro e altre attività domestiche.

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 FT Dr. Enrico Gumirato