Spalla congelata: sintomi, cause e rimedi

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SPALLA CONGELATA-fisiosanity

La spalla congelata o capsulite adesiva è una patologia di natura infiammatoria caratterizzata dalla presenza di dolore molto acuto che dà progressiva incapacità a muovere la spalla, fino ad una totale rigidità, detta appunto congelamento.

Il dolore costante, che spesso peggiora nelle ore notturne, può rendere impossibili anche i gesti più semplici. Questa condizione porta il paziente ad avere difficoltà anche con il sonno, proprio a causa della sua limitazione nei movimenti.

Oltre al disagio di questa condizione, subentra anche la frustrazione dovuta ai lunghi tempi di recupero. Vediamo quali e come riconoscere i sintomi della capsulite adesiva della spalla.

Quali sono i sintomi della spalla congelata?

I sintomi principali sono il dolore e la progressiva perdita di mobilità dell’articolazione omero-scapolare:

  • inizialmente i movimenti della spalla sono molto dolorosi ma possibili. Il raggio dei movimenti si riduce gradualmente. In media questa fase dura dai 2 ai 9 mesi.
  • Successivamente può avvenire una leggera riduzione del dolore a discapito della mobilità che si riduce notevolmente. Il periodo qui potrebbe andare dai 4 ai 9 mesi.
  • Infine avviene lo “scongelamento”, con un nuovo ampliamento delle possibilità di movimento, fino al recupero, che può essere totale o solo parziale. In questo caso i tempi sono decisamente maggiori: fra i 6 mesi e i 2 anni.

La presentazione iniziale dei sintomi porta, spesso, a confondere la capsulite adesiva della spalla con una banale infiammazione o un dolore localizzato alla muscolatura cervicale, ritardando così la corretta diagnosi e prolungandone di conseguenza i tempi di guarigione.

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Quali sono le cause della spalla congelata o capsulite adesiva?

Anatomicamente, l’articolazione fra spalla e omero è composta di ossa, tendini e legamenti, tutti raccolti in una membrana – capsula – che riveste, protegge e guida l’articolazione stessa.

Chiamasi capsulite adesiva della spalla l’infiammazione di questa capsula, che provoca un restringimento e un’adesione della stessa sull’articolazione, andando così ad irrigidire il movimento.

I ricercatori hanno riscontrato delle correlazioni tra questa patologia e:

  • malattie metaboliche come il diabete, l’ipertiroidismo o l’ipotiroidismo;
  • malattie sistemiche come morbo di Parkinson, ipercolesterolemia e artrite;
  • può essere collegata a problemi autoimmuni;
  • pazienti che subiscono una lesione alla spalla, specialmente se dopo la lesione è stato seguito un lungo periodo di immobilizzazione senza un adeguato programma riabilitativo;
  • l’utilizzo prolungato o eccessivo di alcuni farmaci.


Come possiamo riconoscerla e curarla?

Spalla congelata o capsulite adesiva: diagnosi

Lo studio della sintomatologia abbinato all’anamnesi del paziente e ad alcuni esami fisici consente, di norma, la diagnosi di spalla congelata.

Il medico può però decidere di svolgere ulteriori indagini diagnostiche per confermare o meno la sua diagnosi, come:

  • radiografie per essere certo che non vi siano ulteriori lesioni specifiche o segni di artrosi;
  • risonanze magnetiche, che costituisce l’esame più sensibile nel valutare altri tipi di patologie come la lesione della cuffia dei rotatori;
  • esami ematici per valutare o confermare la presenza di malattie predisponenti come l’ipercolesterolemia, il diabete e le disfunzioni tiroidee.

La diagnosi della capsulite adesiva richiede dunque una serie di verifiche importanti per valutare quale sarà il tipo di percorso da seguire, per il recupero della mobilità della spalla.

Quali i possibili trattamenti per la cura della capsulite adesiva della spalla?

I trattamenti per la capsulite adesiva della spalla si concentrano sulla riduzione del dolore e sul recupero della funzionalità dell’articolazione. L’intervento più efficace e duraturo prevede l’azione combinata di terapia farmacologica e ciclo di cure fisioterapiche.

L’intervento farmacologico prevede delle iniezioni di corticosteroidi con lo scopo di allentare il dolore e ridurre l’infiammazione della capsula. Monitorata dal medico curante, la suddetta terapia è propedeutica per il successivo intervento fisioterapico.

Il fisioterapista, a questo punto, interverrà con una terapia manuale di rieducazione e una terapia fisica con onde d’urto e laser ad alta potenza, per permettere al paziente di riprendere gradualmente mobilità, forza e funzionalità della spalla fino a ritornare a eseguire i normali movimenti quotidiani.

La tipologia di terapia e la sua durata può essere differente e viene valutata in base alle esigenze e necessità del paziente stesso. Allo stesso modo, ovviamente la risposta alle terapie eseguite dipende da paziente a paziente.

Molto più rari, ma possibili, anche la mobilizzazione in narcosi, ossia la mobilizzazione della spalla in anestesia, oppure l’intervento chirurgico in artroscopia.

Sicuramente la tempestività nella diagnosi della spalla congelata permette di poter intervenire in modo efficace nella risoluzione della problematica.

FT Dr. Enrico Gumirato

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