La cefalea tensiva

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CEFALEA TENSIVA

La cefalea tensiva, o cefalea muscolo tensiva, è la forma più diffusa di mal di testa e anche la meno dolorosa.

Questo disturbo è provocato dalla contrazione involontaria e continua dei muscoli del collo e delle spalle e si associa a condizioni di affaticamento e tensione.

Si presenta come un dolore costante, che colpisce entrambi i lati della testa. In alcuni casi è possibile avvertire una persistente contrazione dei muscoli del collo o una sensazione di pressione dietro gli occhi.

Normalmente l’intensità non è così grave da impedire le normali attività quotidiane e la sua durata è compresa tra 30 minuti e diversi giorni – più di frequente qualche ora.

Cause

La cefalea tensiva coinvolge fino al 75% della popolazione, in particolare le donne sono le persone maggiormente soggette a questo disturbo. A rischio è anche chi, per motivi di studio o lavoro, tende ad assumere una posizione scorretta, sbilanciata in avanti. All’origine di questa forma di cefalea, potrebbero esserci anche cause neurologiche intese come alterazioni dei centri cerebrali che controllano la percezione del dolore e la tolleranza allo stress. Anche gli eventi stressanti sono fattori scatenanti della cefalea tensiva e, allo stesso modo, lo sono turbamento nervoso, ansia e depressione. Solitamente, le persone stressate tendono a scaricare la tensione a livello delle spalle, contraendo le fasce muscolari di collo e testa. Uno sforzo involontario, ma continuo, si traduce in un attacco di cefalea. Oltre allo stress, gli altri fattori scatenanti la cefalea tensiva possono essere:
  • posture viziate, che favoriscono la tensione dei muscoli del collo;
  • abuso di farmaci, che causa assuefazione;
  • problemi all’articolazione della mandibola;
  • squilibri ormonali;
  • alterazioni del ritmo sonno-veglia.

Sintomi

Parliamo di un mal di testa persistente e non pulsante. Il dolore è di intensità lieve o moderata, definita anche costrittiva.

La cefalea tensiva ha origine nella regione occipitale – nuca – o frontale – tempie e fronte – e si diffonde a tutto il capo.
Il disturbo da un senso di pesantezza o una morsa che stringe la testa, creando il famoso “cerchio” o “fascia”.
A differenza dell’emicrania, la cefalea tensiva non provoca inabilità funzionale, nausea o fotofobia (avversione alla luce).

La cefalea tensiva può essere episodica o cronica.
La cefalea episodica prevede mal di testa per meno di 15 giorni al mese. Di norma gli attacchi iniziano diverse ore dopo il risveglio, per peggiorare fino a sera. È molto frequente e spesso si trae sollievo con l’assunzione di farmaci. La cefalea episodica può presentarsi per un periodo che va dai 30 minuti ai 7 giorni.

La cefalea cronica, invece, può variare di intensità durante tutto il giorno, si definisce cronica se si manifesta per almeno 6 mesi l’anno e per più di 15 giorni al mese.

Raramente, compaiono vomito e nausea.

I potenziali fattori scatenanti della cefalea tensiva cronica sono:

  • disturbi del sonno;
  • stress;
  • disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare;
  • astenopia – affaticamento degli occhi;
  • cervicalgia.

Terapie e prevenzione

In caso di cefalea tensiva il medico è la persona preposta per indicare il tipo di trattamento. Da evidenziare quindi l’importanza di non trascurare i sintomi e di rivolgersi al proprio dottore.

In fase di anamnesi il medico deve valutare:

  • la sede del dolore: monolaterale, bilaterale, frontale, occipitale o altro;
  • la gravità e l’intensità: lieve, moderato, severo o invalidante;
  • la qualità del mal di testa: costrittivo, pulsante, intermittente, costante, oppressivo o trafittivo;
  • la modalità d’insorgenza: improvvisa o graduale;
  • la durata delle crisi dolorose e orari in cui si manifestano;
  • se sono presenti più sintomi concomitanti;
  • la mancanza di riposo o attività che possono aver contribuito alla comparsa del dolore.

Per gli episodi di cefalea tensiva ricorrenti, che diventano quindi cronici, vanno indagati:

  • età di esordio;
  • frequenza degli episodi con riferimenti temporali. Questi riferimenti identificano specifiche situazioni, ad esempio, la correlazione con il ciclo mestruale;
  • risposta ai trattamenti, compresi i farmaci da banco.

Per aiutare nella formulazione della diagnosi può essere richiesta la compilazione di un “diario del mal di testa”. Questo aiuta a capire quali situazioni predispongono con più facilità al mal di testa e l’andamento degli attacchi nel tempo.

La compilazione di questo registro consente di monitorare l’efficacia dell’eventuale approccio terapeutico intrapreso.

Terapia per la cefalea tensiva

Per limitare la frequenza degli attacchi di cefalea tensiva, si interviene sui fattori scatenanti. Attraverso l’assunzione di farmaci o con la correzione di eventuali comportamenti scorretti.

Per le forme lievi a moderate, si consiglia l’utilizzo di analgesici e antinfiammatori. Questi farmaci consentono di contrastare il dolore e fornire sollievo.

Sconsigliati per i loro effetti collaterali, gli oppiacei o narcotici vengono raramente prescritti.
In alcuni casi, il medico può indicare l’uso di farmaci miorilassanti che diminuiscono la contrazione muscolare. Se la cefalea tensiva è associata a eventi stressanti, ansia e umore depresso, si può ricorrere ad ansiolitici.

Anche gli antidepressivi possono essere talvolta utilizzati nella prevenzione degli attacchi di cefalea tensiva poiché riducono la frequenza e la gravità. Vengono prescritti per casi frequenti o cronici e che non si risolvono con altri trattamenti.

Studi scientifici stanno dimostrando che, per la cefalea muscolo tensiva, la fisioterapia manuale – trazione, mobilizzazioni, manipolazioni cervicali – associata a terapia fisica – laserterapia ad alta potenza- riducono la frequenza degli attacchi e il consumo dei medicinali.

Come prevenire la cefalea tensiva

È possibile prevenire o ridurre gli attacchi di cefalea tensiva. Si devono però adottare delle semplici norme di comportamento:
  • Evitare rimedi “fai da te”. Il trattamento va sempre stabilito dal medico. Soprattutto, non si usano analgesici e altri farmaci da banco in modo incontrollato.
  • Evitare conflitti sul lavoro o in famiglia.
  • Ritagliarsi ogni giorno del tempo e degli spazi da dedicare alle attività che si preferiscono.
  • Rispettare il ritmo sonno-veglia. Dormire troppo o troppo poco è un fattore che altera l’equilibrio generale dell’organismo;
  • Praticare un’attività fisica regolare. Lo sport aiuta a scaricare stress e tensioni, favorisce il sonno e regola i ritmi biologici. Escludiamo gli sforzi fisici troppo intensi;
  • Controllare che la cefalea tensiva non dipenda da problemi mandibolari o da anomalie dentarie. Se così fosse è necessario l’intervento dell’odontoiatra.
Anche se sembra un semplice disturbo dato da fattori più o meno controllabili, è importante rivolgersi a uno specialista.

 FT Dr. Enrico Gumirato

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