Sindrome di De Quervain: sintomi e cura

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La tendinite al pollice o Sindrome di De Quervain è un’infiammazione piuttosto dolorosa di polso e pollice, che provoca grosse limitazioni funzionali della mano.

Nella maggior parte dei casi, la sindrome di De Quervain è causata da movimenti ripetuti o eccessivi carichi e può essere diagnosticata da un ortopedico o da un medico specialista.

Vediamo più nel dettaglio di cosa stiamo parlando, quali sono le principali caratteristiche di questa sindrome e le possibili risoluzioni.

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La sindrome di De Quervain, in termini medici tenosinovite di De Quervain, colpisce la guaina sinoviale dei due tendini del pollice:

  • l’abduttore lungo – ABL;
  • l’estensore breve – EB.

Questi due tendini provengono dall’avambraccio e consentono la mobilità del pollice, in estensione e abduzione. All’altezza del polso passano sopra una sporgenza ossea chiamata stiloide, scorrendo all’interno di un canale formato da un retinacolo fibroso.

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Quando si infiammano aumentano di volume ed entrando in attrito con il canale che li contiene. Qui nasce il dolore e la progressiva impossibilità a compiere anche piccoli movimenti col pollice.

Le cause della tendinite al pollice possono essere diverse:

  • predisposizione;
  • attività ripetitive che prevedono il movimento di flessione-estensione del pollice. Per esempio: cucire, usare il mouse o la tastiera del computer, suonare uno strumento;
  • sovraccarichi funzionali improvvisi;
  • malattie reumatiche come l’artrite reumatoide.


La tendinite di De Quervain sembra colpire maggiormente le donne rispetto agli uomini, con una prevalenza dell’1,3% nel sesso femminile rispetto allo 0,5% nel sesso maschile.

Quali sono i sintomi della tendinite al pollice

Quali sono i sintomi della tendinite al pollice e come possiamo riconoscerla e diagnosticarla?

I pazienti solitamente riferiscono diversi sintomi che permettono di identificarla in associazione a un accurato esame fisico.
Tra i più comunemente riportati troviamo:

  • graduale comparsa di dolore al polso e al pollice che aumenta con il movimento;
  • limitazione nelle attività quotidiane, soprattutto quando richiedono movimenti di torsione, sollevamento e che coinvolgono il pollice;
  • difficoltà nei piccoli movimenti come: avvitare, girare la chiave, pinzare con il pollice e l’indice;
  • possibile gonfiore direttamente sul primo compartimento dorsale;
  • indolenzimento;
  • possibile crepitio;
  • dolore nella zona della tabacchiera anatomica o fossa radiale. Fossetta che si forma sul dorso del polso, appena sotto al pollice, quando vengono estese tutte le dita, pollice compreso;
  • possono essere riferiti: intorpidimento, formicolio, bruciore e crampi;
  • raramente viene riferito un trauma antecedente al dolore. In questi casi solitamente il paziente ha subito una caduta sulla mano tesa oppure un colpo diretto al lato radiale del polso.

I soli sintomi della Sindrome di De Quervain, non possono confermare la patologia, in quanto molti di questi possono essere associati a disturbi differenti. Per poter avere dunque una diagnosi certa è necessario verificarli sia singolarmente che nel complesso.

Nella valutazione della sindrome di De Quervain, sono utilizzati alcuni test che servono proprio per confermare l’eventuale diagnosi e studiare così il trattamento più efficace.

I più conosciuti sono:

  • il test di Eicchoff, spesso confuso con il Finkelstein. Il paziente deve piegare il pollice nella mano e chiudere le altre dita formando un pugno. Successivamente il soggetto deve piegare il polso ulnarmente, cioè dalla parte del mignolo. Il test è positivo se doloroso;
  • il test di Finkelstein invece, prevede che l’esaminatore afferri il pollice del paziente ed effettui una trazione con deviazione ulnare, riproducendo, come nel precedente, i sintomi del paziente.
  • l’ecografia di verifica che evidenzia con precisione le alterazioni infiammatorie dei tendini ed i loro rapporti con le pareti della guaina sinoviale.

 

Una volta valutati i risultati e le reazioni ai test eseguiti, è possibile anche valutare la gravità della sindrome e operare conseguentemente la giusta terapia di cura e recupero.

Come si cura la Sindrome di De Quervain

Esistono diversi trattamenti per la cura della Sindrome di De Quervain, detta anche Morbo di De Quervain.
L’approccio iniziale è di tipo conservativo – e solo se la sintomatologia non migliora si considera il trattamento chirurgico.

  • Trattamento Conservativo. Impiegando tecniche fisioterapiche: terapie fisiche con l’utilizzo di elettromedicali e terapia manuale per la rieducazione del paziente.
  • Trattamento Chirurgico. Applicato nei casi più gravi o cronici. Intervento in anestesia locale, non prevede un lungo periodo di recupero.

 

La scelta di quale dei trattamenti risulta più funzionale per il caso specifico è ovviamente delegata al medico. Il percorso del paziente dipende comunque dalla severità, dalla durata del disturbo e dai precedenti trattamenti effettuati.

Approfondiamo nello specifico in cosa consistono queste due differenti tipologie di approccio alla cura della tendinite al polso.

Trattamento conservativo e tutore

Nel trattamento conservativo l’educazione del paziente al trattamento della tendinite al pollice è fondamentale, e consiste nel dare informazioni e consigli per evitare l’aggravarsi della condizione.

Grazie alla rieducazione funzionale, vengono esposte le attività da evitare per non esacerbare la sintomatologia. Spesso si consiglia la sospensione dell’attività lavorativa se questa comporta una continua e eccessiva sollecitazione della parte.

Può essere utilizzato un tutore, utile per ridurre la frizione meccanica dei tendini, attraverso l’immobilizzazione parziale o completa del pollice e del polso. L’utilizzo può durare dalle 3 alle 8 settimane, interrompendolo quando i sintomi regrediscono.

È possibile anche intervenire con la somministrazione di farmaci antinfiammatori.

Laserterapia ad alta potenza o tecarterapia, invece come possibile fisioterapia strumentale.

Se nessuno dei precedenti trattamenti risulta efficace, si deve considerare l’approccio chirurgico.

Trattamento chirurgico

Nei casi più gravi, dove ha fallito il trattamento conservativo, e nei casi cronici, la soluzione è di tipo chirurgico.

L’intervento, puleggiotomia, eseguito in anestesia locale e in regime di day hospital. Si tratta di una mini-incisione, paio di cm, in corrispondenza della stiloide radiale, attraverso la quale si eseguirà la sezione del retinacolo fibroso e la tenolisi (liberazione) dell’ABL ed EB del pollice.
L’obiettivo è quello di liberare i tendini del pollice mediante l’apertura della guaina che stringe gli stessi.

Il recupero post-operatorio in genere è molto veloce e non prevede l’uso di tutori o gessi ma solo di un bendaggio morbido per pochi giorni. Si sconsiglia di non bagnare la ferita sino alla rimozione dei punti e di evitare lavori pesanti per le 3 settimane successive. I punti di sutura vengono rimossi, normalmente, 14 giorni dopo l’intervento.


Ad oggi l’approccio multimodale risulta essere il più efficace: combinare più approcci, prima conservativi, poi chirurgici se necessari, porta al risultato migliore e, in molti casi, alla risoluzione della sindrome stessa.

 FT Dr. Enrico Gumirato

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